Cordula

Non è dato sapere se questa prelibatezza venga preparata anche da altre parti, certo è che, è un piatto sardo antichissimo, forse tramandato di generazione in generazione fin dal periodo prenuragico, in gamba i nostri antenati a capire che dalle interiora di agnello si sarebbe ricavato un piatto così prelibato come "sa cordula".

Una leggenda metropolitana narra che già nel 4.555 A.C. un guerriero di nome Liberato, difese per tutta la sua vita la "cordula"... era solito sostare nella ormai famosa Via Roma a Cagliari, una Via che diede lustro qualche millennio dopo sia a Nandino che a Fill'e preri dei quali ho già narrato le loro leggendarie gesta... ma ritorniamo al guerriero Liberato, le sue gesta leggendarie narrano che nella Via Roma a Cagliari, una Via molto trafficata da una marea, non del mare, ma di gente di ogni genere.

Liberato attendeva impaziente che arrivasse qualcuno che gli raccomandasse una custodia, sapeva che non avrebbero tardato a chiedere il suo determinante intervento, d'altronde la gente che passava si sentiva minacciata da bestie feroci... era l'anno 4.555 A.C.  giorno in cui un signorotto distinto, vestito di una pelliccia pura lana vergine di agnello, di un copricapo di corna di dinosauro e con le scarpe in vera pelle di elefante... si avviava con una bella "cordula" nella mano sinistra, arco infilato sulle spalle e lancia sulla destra... nella via Roma, osservato da quanti erano postati li in attesa di qualche leonessa... quando dal gruppo partì un fischio esclamativo che venne colto al volo da questo signorotto che seppur infuriatosi non sapeva cosa e come fare per mostrare l'entità della sua reazione al fischio.

Liberato era in agguato e vista la situazione, si avvicinò quatto quatto e gli disse <e allora? > il signorotto annuì e gli disse: <controllami "sa cordula" e io ti ricompenserò regalandoti tutta la spiaggia del poetto, dalla prima fermata fino al Margine Rosso...> Liberato prese con forza la treccia ed esclamò <il signorotto me l'ha data guai a chi me la tocca> appese "sa cordula" alla colonna prenuragica, costruita appositamente per le cordule e per chi stanco dalla nascita potesse appoggiarsi... si levò la canottiera fatta di pelle di lucertola e alghe marine, e si mise a petto nudo davanti alla "cordula", battendosi le mani sul petto, urlava a tutti coloro che si avvicinavano di tenere la distanza <spesarì de innoi!!! pigarì sa distanza si non bolis fai is contus cun mei!!!> mostrando i muscoli... intanto il signorotto ebbe un'amara sconfitta a causa della sonora battosta inflittagli, finì nel più vicino ospedale da campo in uno stato di coma profondo... Liberato, restò per tutta la vita a proteggere "sa cordula" in attesa dell' impossibile resurrezione del signorotto... nella speranza di appropriarsi del Poetto, passando così alla storia come l'uomo più coraggioso... Fu così che si cominciò a conoscere "sa cordula" che altro non è che le interiora di agnello, stomaco, trippa e intestini, preparati secondo l'antica tradizione culinaria Sarda.

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