Burrida alla casteddaia

È una pietanza consumata sia come secondo piatto che come antipasto, a base di pesce marinato in una salsa bianca di aceto con noci, pinoli, cipolle, ed altri aromi. Si serve fredda. Lavare e spellare il gattuccio di mare, svuotarlo dalle interiora e recuperare il fegatino, che servirà per la preparazione della salsa, quindi tagliare il pesce a piccole trance e versarlo in acqua bollente salata; quando l’acqua riprende a bollire ed il pesce ha cambiato colore, si scola e si lascia raffreddare.

Mondare le cipolle e farle rosolare in un tegame con l’olio, aggiungere il fegatino del gattuccio di mare, dopo averlo tritato, e far soffriggere ancora un po' l’intingolo. A parte, con uno sminuzzatore o nel mortaio, tritare finemente le noci e l’aglio (alcuni uniscono anche il prezzemolo e una manciata di pinoli), e aggiungerle all’intingolo, far continuare la cottura a fuoco lento per alcuni minuti, rimestando continuamente la salsa affinché il tutto si amalgami per bene. Versare, quindi l’aceto e far sobbollire ancora il tutto per un altro paio di minuti. 

In una terrina versare sul fondo uno strato di salsa ben calda e disporvi sopra le trance di gattuccio guarnite con delle foglie di alloro, ricoprire con un altro strato di salsa ben calda, continuare nella formazione degli strati alternando gli ingredienti come prima; coprire la terrina con un coperchio, attendere che il tutto si raffreddi e conservare in frigorifero per almeno 24 ore prima di servirlo.

La Burrida è un'antica pietanza della tradizione popolare cagliaritana, che un tempo apparteneva alla cucina povera ed oggi è servita come prelibato antipasto di mare nei ristoranti tipici del cagliaritano, di probabile derivazione fenicia. Conservata adeguatamente in frigorifero a 4-5 °C, la burrida ha una durata anche di una settimana, anzi acquista maggior pregio dopo due tre giorni di marinatura.

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